Perdita e Lutto

Perdita e Lutto

È possibile definire il lutto come quel processo fisiologico che segue la perdita di una persona cara. Per quanto ogni lutto sia un’esperienza differente, ormai è noto come siano rilevabili reazioni ricorrenti. Queste riguardano il susseguirsi di diversi stati mentali, che si possono alternare o mescolare.

 fasi dell’elaborazione del lutto

Nella prima, di stordimento/incredulità, non c’è comprensione per quanto accaduto e possono esserci stati di dolore e rabbia intensi. A questa fase segue quella di ricerca e struggimento per il defunto. Qui la consapevolezza della perdita, seppur discontinua, conduce a stati di dolore e allarme. Questi si associano a modificazioni fisiche tipiche dello stress che includono elevati livelli di vigilanza e agitazione. L’attenzione può essere focalizzata su parti dell’ambiente in cui potrebbe trovarsi la persona perduta, che viene attivamente ricercata. La terza fase è invece quella di disorganizzazione e disperazione, che deriva dalla consapevolezza che gli sforzi per riavere la persona perduta sono inutili. Tale fase include umore depresso, disperazione e tristezza generalizzata. Infine, nella quarta fase, di riorganizzazione più o meno riuscita, si rileva l’accettazione della definitività della perdita e la necessità di riorganizzare la propria vita nella consapevolezza del non ritorno del defunto. Per poter raggiungere questo ultimo stadio di elaborazione la persona che ha subito il lutto deve essere riuscita a contattare e gestire le dolorose e intense emozioni che la perdita comporta.

Reazioni della perdita

Le anormali reazioni possono essere suddivise in quattro categorie principali:

  • Sentimenti: tristezza, rabbia, colpa e auto-rimprovero, ansia, solitudine, astenia, senso di inaiutabilità, shock, struggimento, emancipazione, sollievo, stordimento.
  • Sensazioni fisiche: sensazione di vuoto gastrico, costrizione toracica, costrizione laringea, ipersensibilità al rumore, senso di depersonalizzazione, sensazione di apnea, debolezza muscolare, mancanza di energia, bocca secca.
  • Cognizioni: incredulità, confusione, preoccupazione con pensieri costanti relativi al defunto, senso di presenza del defunto, allucinazioni.
  • Comportamenti: disturbi del sonno e dell’appetito, sospiri, iperattività, pianto, comportamenti di distrazione, isolamento sociale, evitamento di circostanze relative al defunto, comportamenti di ricerca e richiamo del defunto, visitare luoghi o portare oggetti che ricordano il caro perduto.
Il normale processo di elaborazione del lutto

In generale, l’essere umano ha le capacità di fronteggiare la perdita di una persona cara. Il processo del lutto tende spontaneamente verso la risoluzione e non è quindi da considerarsi una condizione patologica. Tuttavia, perché la risoluzione sia raggiunta, sembra siano necessarie due condizioni: la prima riguarda l’accettazione della perdita come definitiva. La seconda riguarda la capacità di gestire il dolore che normalmente accompagna la perdita e il processo del lutto. In linea con questo, Onofri e La Rosa (2015) descrivono la risoluzione come la fase in cui la ricerca attiva di cause, spiegazioni o colpevoli lascia lo spazio al riconoscimento e all’accettazione della perdita e della sua ineluttabilità. Così come al riconoscimento e all’apprezzamento del bene che il rapporto col defunto ha comportato, fino a trovare la propria personale modalità di ritrovare la vicinanza con chi non c’è più e trasformare il proprio modo di vivere, tenendo conto della sua assenza.

Il lutto complicato

In generale, la risoluzione può essere raggiunta in un periodo di circa 18 mesi. Si parla, tuttavia, di lutto complicato quando il processo che segue la perdita si arresta in una delle fasi precedenti. Così, le normali e intense reazioni che ci si aspettano nel processo fisiologico del lutto permangono. Non si attenuano nel tempo e implicano ripercussioni sul funzionamento generale della persona, che persiste nell’adottare strategie cognitive, comportamentali ed emotive disfunzionali.

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